Siamo all'alba di un nuovo Rinascimento. Buon 2021.
Care lettrici e cari lettori,
oggi si conclude un anno epocale, il 2020, un capitolo della nostra storia recente. Anno spartiacque: si parla già infatti di pre Covid e post Covid. Un anno segnato da una micidiale pandemia. Mentre scrivo, l’umanità conta un milione e 690.000 morti per Covid, di cui quasi 70.000 nella nostra Italia. Nei giorni scorsi l’ISTAT ha stimato che nel nostro Paese i morti nel 2020 potrebbero raggiungere quota 700mila, un dato mai visto dal 1944, quando nel Paese si combatteva la Seconda Guerra Mondiale. Il 2020 quindi da un lato non può che ridimensionare la grandezza dell’uomo che da generazioni non viveva eventi simili e forse si era pertanto illuso del proprio potere, dell’avere erroneamente tutto sotto controllo.
Io sono per contro da sempre positivo ed ottimista. Non è un atteggiamento aprioristico, per partito preso, ma si tratta della mia natura, della mia indole, il modo in cui da sempre interpreto la vita.
Il mio ottimismo poi non può che essere suffragato dalla mia vicenda personale. Quest’anno ho compiuto 80 anni e, se li ripercorro con la memoria, non avrei potuto desiderare una vita più felice. Ho da sempre al mio fianco Lina, moglie eccezionale che mi ha reso padre di Sara e Massimo, i migliori figli che si possano desiderare. E poi nonno orgoglioso di sette splendidi nipoti. Sul fronte professionale, sono partito dal nulla nel Veneto più povero del secondo dopoguerra e con enormi sacrifici, e altrettante soddisfazioni, oggi eccomi fondatore e presidente di Banca Mediolanum, una delle banche più virtuose del nostro Paese. Come non potrei quindi essere fiducioso ed ottimista anche per il futuro.
Il mio è un ottimismo anche molto razionale, avvalorato in ultima analisi dalle vicende delle ultime settimane. Ad esempio, osservo la mobilitazione scientifica planetaria senza precedenti e cosa sta producendo nel campo dei vaccini. In tempi record, ad un anno dallo scoppio della pandemia, si contano 27 vaccini su scala globale. Da quelli in fase ancora di ricerca, a quelli in fase di sperimentazione a quelli, come sappiamo, già in corso di somministrazione.
È un virus terribile dal punto di vista sanitario e clinico ma anche economico. Anche qui tuttavia sono fiducioso. In questo ambito osservo infatti la mobilitazione delle autorità politiche e monetarie, una reazione con la messa in campo di “anticorpi” inimmaginabili e senza precedenti. Per fare solo un paio di esempi, dopo anni di politica del rigore, l’Unione Europea ha allentato i parametri di stabilità consentendo ai singoli Stati ulteriori risorse per la spesa pubblica. Come sapete, sempre da Bruxelles arriveranno al nostro Paese i 209 miliardi di euro del Recovery Plan, o Next Generation UE. Se consideriamo poi gli Stati Uniti, tuttora il Paese guida in ambito economico e finanziario, solo loro hanno messo in pista stimoli fiscali in termini di spesa pubblica aggiuntiva e minori entrate fiscali per 3 trilioni di dollari, una somma enorme, pari al 14% del PIL statunitense. E quello che stanno facendo le banche centrali mondiali è epocale. Politiche monetarie espansive senza eguali nella storia, inondando le economie mondiali di liquidità con un costo del danaro praticamente pari a zero. La Federal Reserve sta rivedendo le proprie priorità e gli obiettivi di politica monetaria, slegandoli da uno stretto e puntuale controllo dell’inflazione. È una svolta copernicana, un segnale inequivocabile che proviene dalla più importante banca centrale ed è rivolto a tutti i mercati e le economie del mondo. La BCE non a caso si appresta a fare lo stesso.
Come amo ripetere, le crisi sono da sempre periodi di straordinaria accelerazione del progresso umano. E più violenta e repentina è la crisi, più forte è la reazione umana, e più veloce è la conseguente accelerazione del progresso. Anche questo è già sotto i nostri occhi. Pensiamo a come il digitale stia prepotentemente entrando nella nostra quotidianità, rimodellando i nostri stili di vita. Pensiamo alla rinnovata e moderna attenzione per il nostro pianeta, a tutto ciò che va sotto il nome di sostenibilità, una bussola da seguire per riprogettare e reinventare le nostre società.
L’insieme di tutto quanto sopra esposto mi rende ottimista e fiducioso per il nostro domani e mi porta a dire che stanno maturando tutte le condizioni per poter affermare che siamo all’alba di un nuovo rinascimento. Guardiamo pertanto al 2021 con fiducia, speranza e investiamo sul nostro domani.
Buon 2021.
Ennio Doris, Presidente e Fondatore di Banca Mediolanum S.p.A.