Il cambiamento è sempre un'opportunità
Eravamo a metà anni Novanta, l'uso dei computer era già abbastanza diffuso, ma il mondo della tecnologia stava già lavorando alla nuova grande creazione. Fu proprio durante una riunione in aereo che Elserino Piol ne scoprì i germogli: discutendo con John Lomas su come poter informare tempestivamente Microsoft sugli ultimi accadimenti, il collaboratore gli rispose che sarebbe bastato mandare una e-mail a Bill Gates via internet. Elserino Piol non era uno sprovveduto, era l'uomo che aveva guidato Olivetti in anni di splendore, che andò insieme a De Benedetti in un garage a Cupertino per incontrare Steve Jobs e Wozniak, e aveva già capito il potenziale. Non fu solo la guida lungimirante di Olivetti ma anche il primo venture capitalist italiano. Fondò Omnitel capendo in anticipo l'evoluzione nelle telecomunicazioni, e quella "e-mail" che lui non conosceva, invece di spaventarlo gli permise di approfondire la conoscenza. Risultato, poche settimane dopo fondò Italia Online, la prima società italiana di internet che offriva e-mail e siti web. All’ignoranza iniziale rispose con curiosità. A chi gli faceva i complimenti definendolo il padre di internet in Italia e il guru dell'hi-tech rispondeva di essere stato spesso nel posto giusto al momento giusto percependo alcuni deboli segnali che hanno dato frutti (Fonte: “Olivetti delle Meraviglie” di John Lomas – La Voce, 20 agosto 2025).
Oggi servirebbe quello sguardo per arginare la FOBO, paura di essere divorati dall’AI. Dopo il calo di titoli software di qualche settimana fa, ribattezzato “SaaS-Mageddon”, ha fatto molto scalpore lo studio di Citrini Research che ha descritto un’“AI-pocalisse 2028 (Fonte: “THE 2028 Global Intelligence Crisis di Citrini and Alap Shah, 22 febbraio 2026): crisi globale dell’intelligenza, disoccupazione Usa oltre il 10%, caduta di Wall Street e spirale “Gost GDP”, un fenomeno in cui l'aumento della produttività generato dall'AI, non viene premiato da un aumento dei salari, causando la recessione economica.

Jensen Huang, il capo di Nvidia, uno che il tema dell'AI lo mastica tutti i giorni, ha una visione molto più ottimistica. In occasione della trimestrale del gruppo, ha detto che il mercato sta sbagliando a prezzare una distruzione del settore del software perché quello che sta avvenendo è al contrario una rifondazione. Il mercato sta reagendo come se l'AI fosse una minaccia per il settore del software tradizionale, in realtà l'AI è la più grande opportunità di espansione del software mai vista dalla civiltà umana, Huang non si preoccupa delle reazioni di oggi perché è convinto che il mercato le apprezzerà nel modo corretto in futuro. Quelle del capo di Nvidia sono considerazioni che potrebbero essere declinate per tutti gli altri settori che con il tempo l'AI andrà a toccare (Fonte: MarketWatch – 26 febbraio 2026).
Questa se vogliamo è l'AI nell'economia reale, poi c'è l'AI in borsa e qui si possono vedere reazioni diametralmente opposte. Un caso su tutti è quello di MiniMax, startup e matricola di borsa che il 9 gennaio ha debuttato sul listino di Hong Kong realizzando un rialzo del 109% raggiungendo una capitalizzazione di 13,7 miliardi di dollari (Fonte: Il Sole24ore – gennaio 2026). Solo una cifra per comprendere qual è il clima: la domanda retail ha superato di oltre 1.800 volte l'offerta disponibile (Fonte: Il Sole24ore – gennaio 2026). Se nell'economia reale il sentimento sfiora il pessimismo, in Borsa si va all'opposto, vicini all'euforia e a quel timore di bolla che continua a circolare tra gli economisti. Addirittura, euforici sono gli ultimi casi alla borsa di Seoul dove l’indice KOSPI da inizio anno ha messo a segno un rialzo del 75% e del 186% negli ultimi 12 mesi (Fonte: RAI, TGR Economia – 7 maggio 2026). Un rialzo trainato principalmente da due titoli Samsung e SK HYNIX. Società specializzate nell’AI.
Più equilibrato e fedele alla realtà sembra essere Marc Beniof Ceo di Salesforce, una delle BigTech di Borsa e una delle big del software, nell'intervista rilasciata a CNBC per i risultati trimestrali ha detto: "La prima volta che sono stato in questo programma eravamo a 1 mld di ricavi, ora siamo a 45,2 mld. 46 volte tanto rispetto al 2008. Incredibile! Quella fu una delle prime nostre apocalissi, mi chiesero di venire in trasmissione perché era un'apocalisse. Poi abbiamo vissuto l'apocalisse del 2020, quando ci si chiedeva come sopravvivere alla pandemia… E ora eccoci, in un'altra apocalisse...” (Fonte: CNBC – 25 febbraio 2026).
Secondo l’ad Massimo Doris, l’intelligenza artificiale è una realtà ormai consolidata e destinata a rimanere, uno strumento che nessuna azienda potrà permettersi di ignorare senza correre il rischio di perdere competitività. Per questo, a suo parere, va accolta e integrata nei processi aziendali, non come elemento di rottura, ma come leva per aumentare efficienza e qualità dei servizi (Fonte: il Giornale del Piemonte – 11 maggio 2026).
FOBO: acronimo di Fear Of Better Options, ossia paura di opzioni migliori. Si manifesta quando individui o team di fronte a una vastissima gamma di opzioni non riescono a decidere per il timore che una soluzione migliore possa apparire subito dopo aver effettuato una scelta.
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