Basiglio, 8 febbraio 2018

L'opinione di Mediolanum

Non chiediamoci "quanto costa" chiediamoci "quanto vale"

Se vi è capitato di prendere un metrò o un tram in un qualunque giorno feriale la mattina presto, avrete certamente notato che generalmente le persone sono concentrate o sul proprio smartphone, la maggioranza, o nella lettura di un giornale o di un libro oppure a chiacchierare. Al di là di qualunque altro aspetto o giudizio, quel che ci interessa evidenziare è il minimo comune denominatore: sono tutti intenti a nutrire la propria mente. Che siano notizie, racconti, immagini, post o commenti, si tratta di informazioni e le informazioni sono cibo.  

Del cibo sappiamo che c'è quello di qualità che nutre e fortifica, ma anche il "junk food", il cibo spazzatura per dirla all’americana, che ovviamente bene non fa. E delle informazioni che sono come il cibo cosa sappiamo?

Le ultime ricerche ci dicono che un italiano su due lo scorso anno è stato preda delle "fake news", cioè le bufale costruite ad arte per confondere, seminare il dubbio, manipolare.

Come possiamo distinguere una notizia vera da una verosimile o falsa su argomenti specialistici come scienza, medicina, economia, visto che non possiamo sapere tutto? Un ruolo essenziale è svolto dalla fonte. Un grande giornale, per esempio, è tale grazie alla sua autorevolezza che è data dalla forza delle decine di persone che fanno ricerca, che controllano e verificano l'autenticità della notizia.

Anche in tema di investimento e risparmio la fonte è tutto. Sempre. Ma particolarmente quando il contesto cambia velocemente. Il nostro mondo sta cambiando in modo incredibile. In Italia, per la prima volta è stata introdotta una legge che attribuisce il peso dell’eventuale fallimento di una banca ai suoi risparmiatori; nel mondo, per la prima volta - secondo la serie storica tenuta sin dal 1694 dalla Banca d'Inghilterra - i tassi d'interesse sono diventati negativi. Il che significa che tenendo i soldi fermi sul conto corrente o investiti su un titolo di Stato a breve termine invece di una remunerazione sul capitale si avrà una decurtazione del capitale. Un fatto nuovo che riguarda centinaia di migliaia di risparmiatori. Un fatto nuovo che per essere affrontato in modo da trasformarlo in opportunità richiede competenza, strumenti, professionalità. Come la gestione delle notizie. Come la scelta del cibo buono e sano.

E' quindi un problema di informazione. Di qualità dell'informazione. In un mondo sempre più interconnesso e complicato non si può fare da soli. C'è bisogno dell'aiuto di professionisti preparati: la finanza che sino a pochi anni fa apparteneva a una galassia lontana dell'universo, oggi è parte integrante della nostra vita quotidiana. E' sempre con noi. L'introduzione della Mifid 2 - la nuova direttiva europea che regola l'intermediazione finanziaria - impone l'erogazione di un documento informativo che spiega in modo dettagliato la natura di ogni prodotto finanziario, un po' come la lista degli ingredienti sulle confezioni alimentari. Ma la parte su cui si è maggiormente focalizzata l'attenzione riguarda i costi. Il cliente ha il diritto di conoscere nel dettaglio i costi che ha sostenuto. In pratica ha il diritto di conoscere in modo articolato le diverse voci di costo: quanto costa il prodotto, quanto il servizio del consulente.

Quanto è importante il costo e quanto la qualità del servizio di consulenza ricevuto? Per dare una risposta, torniamo alla mattina in metrò. C'è chi s'informa attraverso fonti qualificate e chi s'accontenta del sentito dire. Così come c'è chi si nutre con riguardo e attenzione al gusto e alla salute, e chi ingurgita qualsiasi sostanza. Come per le notizie e il cibo, così è per il consulente finanziario: quello che è importante capire è dove sta il valore.

E quindi la vera domanda non è "quanto costa", ma “quanto vale”. Se hai un consulente scarso lo pagherai sempre troppo. Se invece è bravo non lo pagherai mai abbastanza.
 

Mercati

Azionario

+9 Milano, +3 Francoforte, +5 Madrid, +3 Tokyo, +7 New York, non sono le temperature di questi sempre più miti inverni, ma la rilevazione dell’andamento degli indici delle principali borse mondiali nel primo mese del 2018. Secondo il “January Effect”, ovvero la “candelora delle borse”, se il primo mese sulle borse è positivo lo sarà anche la restante parte dell’anno. Lo dice la statistica, nell’80% dei casi la tradizione è stata rispettata. E più il rialzo è corposo, più forte sarà la convinzione che le cose andranno per il meglio. Se poi il rialzo è corale, un rialzo che coinvolge non solo le maggiori borse occidentali ma anche quelle periferiche, maggiore sarà il beneficio comune, e più solide saranno le basi economiche che sosterranno questo rialzo.

E’ come una scalata in cordata, dove ogni alpinista del gruppo è in gran forma e svolge il proprio compito al meglio. Lisbona +7 e Atene +8, quelle che fino a qualche anno fa erano le “Cenerentola” dell’Euro, per alcuni addirittura zavorre, oggi sono promosse nell’aristocrazia, sangue blu che consente loro di banchettare al tavolo dei grandi d’Europa.

Un inizio d’anno ricco di positività che potremmo sintetizzare con il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Una positività inattesa, quasi dimenticata, intensa, tanto da spaventare molti commentatori che temono il ritorno all’inverno della recessione. Ormai siamo talmente assuefatti alle cattive notizie che quasi non accettiamo più le buone, o le guardiamo con circospezione e diffidenza.

Eppure questo vento di ottimismo non è brezza passeggera ma corrente che arriva da molto lontano e che solo negli ultimi mesi inizia a soffiare anche in Italia e nei paesi dell’Europa Mediterranea. Ricordate? Ci chiamavano Pigs, un dispregiativo che alimentava la volontà finanziaria di colpire il nostro paese e di farlo affondare.  Oggi non siamo più “maiali” siamo come purosangue da nutrire con biada pregiata perché restituiscono grandi rendimenti.

Secondo l’economista Richard Thaler, premio Nobel per l’economia 2017, gli esseri umani sono condizionati da comportamenti di routine che il più delle volte portano a imbarazzanti errori.

Forse è per questo che ci affidiamo alle ripetizioni della storia e temiamo l’alternanza dei cicli: al bel tempo deve per forza seguire la tempesta.

Certo, l’alternanza è doverosa, se i mercati salissero in modo perpetuo non si creerebbero mai le occasioni d’acquisto, ma su quale libro è scritto che le espansioni non possano essere di lunga durata?

Obbligazionario

Il mercato obbligazionario è probabilmente il più grande al mondo per volumi e per capitalizzazione, dovrebbe essere anche il più tranquillo, fino a qualche anno fa remunerava i suo investitori con cedole annue generose, costanti e, soprattutto, a capitale garantito. Eppure oggi è il mercato più bersagliato dalla speculazione, e definito come la più grande bolla speculativa del secolo, come il più grande rischio esistente. Stare sulle obbligazioni oggi, siano esse di stato, di società o qualsiasi altra cosa, equivale ad abitare sulle pendici del Vesuvio o in California con l’ansia quotidiana del rischio.

L'ultimo avvertimento arriva da Jeffrey Gundlach, soprannominato a Wall Street "the king of bond", il re del mercato obbligazionario. L'ultimo suo ammonimento è proprio sul pericolo Bond che avrà ripercussioni anche sul mercato azionario: "2018, di questo passo il decennale americano cannibalizzerà lo S&P500".

In sintesi, a suo dire, non solo ci sarà un rialzo dei tassi che decurterà il capitale di chi negli ultimi anni ha investito nel comparto obbligazionario, ma un rendimento in salita sarà una minaccia per le azioni che vedranno sminuito il loro appeal e che metterà la parola fine a 9 anni consecutivi di rialzo.

Bisogna temere il peggio? Innanzitutto controlliamo le credenziali di questo personaggio che già molti mesi fa scrisse il necrologio del toro e invece sappiamo com'è andata.

In nostro soccorso accorre Ray Dalio, fondatore di Bridgewater, il più grande hedge fund al mondo, che lancia un messaggio di saggezza e di avvertimento, tassi che crescono troppo velocemente, rischiano di portare l'economia a compiere lo stesso errore del 1937. Oggi le Banche Centrali sanno che le crisi sono troppo costose, meglio condurre i mercati a una lenta e controllata fase di riabilitazione.

Il segreto è tutto nella velocità di crociera: tassi in crescita sì, perché siamo in una fase di espansione economica, ma misurata.


"Non c'è spina senza rosa"

Le ultime dichiarazioni sul Dollaro fatte a Davos da Steven Mnuchin, segretario al Tesoro degli Stati Uniti d’America nell’attuale governo Trump, hanno fatto precipitare il biglietto verde e conseguentemente rafforzato l'Euro.

Un errore calcolato o uno scivolone? Sta di fatto che la risposta pronta di Mnuchin è stata "le mie dichiarazioni sul Dollaro sono state completamente decontestualizzate".

Quello che a noi più interessa è l’effetto sui cambi: una caduta del Dollaro e la conseguente rivalutazione dell'Euro che ha spaventato molti. In primis gli esportatori europei, imprese che si ritrovano in magazzino merci troppo care, e soprattutto Mario Draghi che ha “tuonato” contro la manipolazione verbale sui cambi.

Un Euro così forte è davvero una così cattiva notizia? Soprattutto in un momento in cui i guardiani della Germania ortodossa sorvegliano il fantasma dell'inflazione minacciando un inasprimento dei tassi di interesse? L'Euro più forte mantiene la politica monetaria dei tassi zero immutata e permette che il governatore Draghi continui nel suo buon mestiere, un'attività che fino a oggi è stata redditizia e capace di espandere la crescita economica in tutte le latitudini del continente, persino in Grecia e Portogallo.

AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
NOTA DI REDAZIONE : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna.

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Le informazioni riportate non devono essere intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.

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