Basiglio, 7 settembre 2017

L'opinione di Mediolanum

Corsi e ricorsi

Tra le notizie di inizio anno che ebbero un effetto deflagrante a livello finanziario spicca l’accusa a Fiat Crysler di avere violato le regole sulle emissioni, formulata dall’Epa, l’autorità americana per la tutela ambientale, il 12 Gennaio scorso. Era un’accusa tutta da verificare ma non per i media e per il mercato. I primi si sbizzarrirono a dipingere scenari a tinte fosche passando dalla più semplice ipotesi di multa miliardaria che certamente avrebbe penalizzato Fca, alla più estrema, cioè arrivando a immaginare come un’opzione credibile il fallimento della società stessa. La Borsa, come spesso accade in queste situazione di allarme, immediatamente reagì portando il titolo sull’ottovolante. Nel finale di seduta registrò una perdita del 16%: dai 10,40 Euro di quotazioni massima era sceso a 8,74 prezzo di chiusura. La paura di una forte penalizzazione, e di un possibile quanto remoto fallimento, aveva colpito nel centro, aveva spaventato e spinto il risparmio verso scelte assurde e irrazionali.

Il panico fa scherzi cattivi, confonde e spinge a vedere solo i lati negativi se non ad accentuarli. Nel caso di Fca, per esempio, la paura maggiore era quella di rivedere un nuovo caso Volkswagen, trascurando alcuni elementi fondamentali: per il gruppo tedesco l’accusa era di aver usato un software che trucca i livelli di emissione su 11 milioni di veicoli, mentre per il gruppo italoamericano l’accusa era quella di non aver rispettato i requisiti tecnici su 100mila veicoli. Una bella differenza!

Senza tuttavia addentrarci su giudizi di merito ma limitandoci a guardare come si comporta a distanza di soli 8 mesi il titolo FCA, vediamo che è tornato in auge: dalla quota di 8,70 Euro dove era caduto, oggi ha superato quota 12.

Ma c’è di più e sembrerà un paradosso, rispetto a quanto accaduto a inizio anno, oggi gli analisti sono arrivati a calcolare che la capitalizzazione attuale del gruppo non vale nemmeno il marchio JEEP. Semplificando molto, in pratica, secondo l’attuale valore sarebbe come se FCA avesse solo il marchio JEEP e non anche Magneti Marelli, Alfa Romeo, Comau e le altre divisioni. Dunque se a Gennaio il titolo era a rischio insolvenza oggi è addirittura sottovalutato!

Chi dunque ha usato l’emotività come discrimine tra un buono e un cattivo investimento, anche in questo caso si è affidato a una cattiva consigliera.

 

Mercati

Azionario

Sono passati 10 anni dall’estate 2007 che fu il simbolo dello scoppio di una delle più grandi bolle finanziarie della storia che gli esperti archivieranno approssimativamente come la “bolla dei subprime”. Una crisi che partì da una classica inadempienza come il mancato pagamento delle rate dei mutui, e che poi come in un grande domino coinvolse a cascata gli istituti che questi mutui avevano emesso facendoli fallire.

Da quell’Agosto 2007, uno dopo l’altro, istituti fino a quel momento sconosciuti alla cronaca divennero le note vittime del grande rischio insito al credito facile. Dagli USA all’Europa passando per l’Australia, tutto il mondo Occidentale fu travolto da questa tempesta. Tanti e tali erano gli accadimenti e gli istituti finanziari coinvolti che fu istituito un sito - mortgagegraveyard.com - capace di informare dettagliatamente su tutto quanto accadeva.

Inizialmente i governi e le banche centrali si limitarono ad arginare la piena, successivamente, dopo il fallimento shock di Lehman Brothers, accaduto nel Settembre dell’anno successivo, ci fu un intervento concertato e decisivo volto a contrastare e sconfiggere quella crisi che molti considerarono grave come quella del 1929.

Gli USA, epicentro della crisi, furono i primi ad attuare interventi di stato con l’acquisto dei famosi “titoli tossici” che si diffusero all’intera economia del pianeta. Poi arrivò il decisivo intervento delle banche centrali attraverso gli stimoli monetari, cioè lo stampaggio continuo di moneta che abbiamo imparato a chiamare Quantitative Easing.

Da qui la ripresa verso una nuova espansione economica con maggiore stabilità, una ripresa robusta da cui non siamo più tornati indietro nonostante difficoltà e ostacoli in questi 10 anni non ne siano mancati: la crisi dell’Euro, quella dei PIGS, il fantasma della Grexit, la realtà della Brexit, la recrudescenza della crisi bancaria italiana e la prolungata recessione economica del nostro Paese, le ombre cinesi, la rovinosa caduta del petrolio e infine il terrorismo che purtroppo sta imperversando nella nostra attualità.

10 anni che per le Borse sono stati in principio una rincorsa dei livelli precedenti alla crisi, dopo una correzione che a livello mondiale è stata in media del 50%, successivamente, dopo aver riagguantato quei livelli impensabili per molti economisti, come sempre è accaduto nella storia, è cominciata una nuova partita, un nuovo ciclo economico e finanziario, una scalata verso l’esplorazione di nuovi massimi.

Quindi la prossima volta che ci si troverà a dover affrontare una crisi, evento che fisiologicamente prima o poi si presenterà, sapremo che la maniera peggiore per reagire è lasciarsi guidare dal panico che porta a decisioni sbagliate, ma guarderemo alla volatilità come grande creatrice di occasioni e alla diversificazione come strategia per ottenere risultati riducendo il rischio.


Obbligazionario

“Le riforme adottate con la crisi hanno reso il sistema finanziario sostanzialmente più sicuro” (1) questo è in sintesi il messaggio pronunciato dal Presidente della FED Janet Yellen durante il simposio di Jackson Hole, il summit dei banchieri centrali che si svolge a fine Agosto tra le montagne rocciose del Wyoming. Una buona notizia che si aggiunge a quella registrata pochi giorni prima dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che evidenzia la crescita sincronizzata delle 45 maggiori economie del pianeta; una coralità piuttosto rara se non forse mai vista nell’economia moderna.

Unico neo in questa espansione è il tema dei tassi d’interesse lasciato all’ombra dell’incertezza e in ritardo rispetto alla corsa dell’economia, perché se è vero che il ciclo economico ha ritrovato stabilità non lo è per il ciclo dei tassi che vive ancora oggi, dopo 8 anni dalla crisi, nella più eccezionale anormalità.

Tuttavia nell’attesa di prossimi e inevitabili rialzi di tassi e quindi di rendimenti per gli strumenti obbligazionari, non dimentichiamo che esistono strumenti per remunerare il capitale investito nel settore obbligazionario come i fondi obbligazionari, dove la diversificazione e il flusso cedolare si configurano come mix di protezione e guadagno.



"Non c'è spina senza rosa"

Il meteo ha definito l’attuale estate italiana con l’aggettivo “rovente”. Al caldo soffocante si aggiunge l’assenza di piogge un vero danno per l’agricoltura non solo perché questa è un importante settore della nostra economia ma soprattutto perché è la fonte della materia prima dell’essere umano, il cibo di cui ci nutriamo. Da qui la consapevolezza che l’uomo deve porre rimedio trovando soluzioni oramai necessarie a curare un Pianeta da tempo malato.

Ennio Doris nelle sue interviste e nei suoi interventi ci ha spesso evidenziato che le soluzioni non solo sono allo studio ma saranno presto messe in pratica aprendo nuovi orizzonti anche dal punto di vista finanziario.

“Andiamo verso un mondo di energia pulita, dall’1% di energia solare nel 2016 andremo al 50% nel 2050” (2) soprattutto perché l’uso di energia fossile anche se lentamente, è avviato verso il tramonto. Il calo costante e stabile dei prezzi è più di un sintomo, è una verità accertata.

Il progresso industriale ha vissuto una prima lunga fase di sviluppo che non ha tenuto conto dell’inquinamento che si andava producendo ora ci apprestiamo a una seconda fase, quella dello sviluppo ecosostenibile.



(1) Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Jackson-Hole-Draghi-mette-in-guardia-dal-protezionismo-asse-con-la-Yellen-1fefbcfa-13b5-448c-8695-79a56d9662ca.html

(2) https://www.dadamoney.com/ottimista-ennio-doris-su-rtl-102-5-fornisce-iniezioni-di-fiducia-sul-futuro/

AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
NOTA DI REDAZIONE : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna.

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