Basiglio, 5 arzo 2020

L'opinione di Mediolanum

Controllo e velocità per mercati più efficienti

Catenaccio: Un celebre spot Pirelli diceva: “la potenza è nulla senza controllo.” Una regola che vale anche per i mercati, soprattutto quando eccedono in velocità. 

La situazione attuale dei mercati è figlia degli eventi sanitari partiti da Wuhan verso la fine di gennaio. Le notizie sulla diffusione del virus Covid-19, rimbalzate a livello planetario, hanno messo in evidenza i difetti sia dell'economia cinese, epicentro dei fatti, sia della globalizzazione che, avendo fino a oggi puntato molto sull’aspetto della velocità, ha dovuto fare i conti con l’assenza del controllo. Come insegnava il famoso spot Pirelli: un’auto seppur potente ha sempre bisogno di ottime gomme per non sbandare. Ma adesso, che c’è stata la prima sbandata gli agenti di controllo si sono subito attivati. Sia a livello sanitario sia economico e finanziario.


Ma ritorniamo per un attimo all’origine dei fatti, alla diffusione delle notizie sul virus che credevamo confinato in una sola regione sconosciuta della grande Cina. La situazione economica era la seguente: dati economici in rallentamento fiaccati dalla lunga vicenda sui dazi a cui si aggiungevano la sfiducia delle grandi multinazionali che all’aumentare delle notizie allarmistiche abbassavano le serrande delle loro sedi in oriente.


Poi è iniziata la fase di aggiornamento dei bollettini medici con il numero di contagiati e di morti che a causa dell’enfasi mediatica sembravano crescere alla velocità del debito pubblico italiano. Ma le borse di tutto il mondo continuavano a dimostrarsi immuni alla negatività continuando a correre senza sosta, come oramai facevano da mesi. L’emblema di tutto era la Borsa di Milano che toccava quota venticinque mila rivedendo i livelli del 2008.


Per controllare lo stato di salute dei mercati, gli analisti usano una varietà infinita di indicatori. La chiamano "analisi quantitativa". Attraverso questa analisi, per semplificare il più possibile, si poteva notare che alle notizie critiche di quel momento corrispondevano eccessiva velocità al rialzo e indifferenza delle borse. Una divergenza che in qualche modo doveva rientrare. Per tornare alla metafora automobilistica, essendo stata troppo veloce la salita, senza fisiologiche soste, è arrivata l’improvvisa sbandata. Come se un guidatore, in questo caso il mercato, pur trovando nella sua autostrada molti cartelli di avvertimento, invece che rilasciare l’acceleratore lo ha tenuto premuto. Per fare un esempio su tutti, a Milano, sui livelli elevati si celebrava la proposta di matrimonio tra due famose banche, operazioni che di solito si effettuano durante le fasi di effervescenza, che ha avuto una cassa di risonanza tale da far dimenticare, anche se per un attimo, le notizie provenienti dalla Cina.


Alle buone notizie però facevano da contraltare alcune spie di allarme, come il primo allarme utili di Apple, le difficoltà delle case automobilistiche e il rallentamento dell’economia tedesca che lambisce la recessione. La diffusione dei casi del coronavirus prima nei paesi confinanti con la Cina come Giappone e Corea, e poi negli USA, in Europa fino al caso Italia, ha fatto sì che i mercati si accorgessero di questa divergenza con la realtà e guardando in basso hanno iniziato a soffrire di vertigini. Il guidatore che prima era spavaldo, al primo accenno di ostacoli sul percorso ha perso il controllo del mezzo.


Nessuna tragedia. Le auto oggi, come i mercati, sono ben forniti di sistemi di sicurezza pronti ad attivarsi nei momenti di pericolo. Si è chiuso solo un capitolo di questo grande rialzo.
La prima mossa dimostrativa è stata quella della Banca Centrale Cinese, che una volta scoppiato l'incendio ha profuso fiumi di liquidità prima tamponando e ora, grazie anche a stimoli fiscali governativi, tenta di ritornare alla normalità della crescita. Su quest’onda di fiducia la borsa di Shanghai ha subito avuto una reazione positiva.


Nel caso le cose dovessero peggiorare con le borse rientrate su livelli più ragionevoli, anche la BCE e la FED faranno la loro parte, come ha fatto prontamente la People Bank of China, questo perché le Banche Centrali sono come gli anticorpi per il sistema finanziario, appena la malattia si palesa, puntualmente si attivano.


Una prova l’abbiamo da un recente discorso di Ben Bernanke di inizio anno all’American Economic Association Annual Meeting a San Diego quando ancora prima dell’emergenza Coronavirus ha dichiarato che: “la Federal Reserve dovrebbe considerare i tassi di interesse negativi come una potenziale arma a disposizione per combattere le future recessioni economiche”. In sintesi, l’ex governatore dice che un’eventuale crisi dovrà essere combattuta con le stesse misure del 2007/2008, cioè continuando con quantitative easing ben comunicato, anche a scopo preventivo.


Secondo i calcoli di Bernanke la combinazione tra strategia comunicativa e politica monetaria non convenzionale porterebbe all’economia americana un effetto simile a quello che si può ottenere con un taglio dei tassi del 3%. Cioè a dire la velocità ma con il controllo.
In questi otto anni abbiamo visto che tutte le volte che c’è stata la possibilità di alzare i tassi di interesse è sempre accaduto qualcosa che riportasse a più miti consigli permettendo ai mercati di crescere a velocità moderata tra la minaccia degli aumenti e le promesse dei tagli. La grande strategia delle banche centrali sembra essere quella di prendere tempo per digerire definitivamente la grave crisi del 2008, somministrando vitamine per incentivare la crescita e anticorpi per sconfiggere le crisi, riportando il paziente dopo una lunga degenza in piena attività autonoma.


Come sta facendo l'Organizzazione Mondiale della Sanità per fronteggiare il virus, per evitare scelte errate dovute all’emotività, anche noi crediamo sia utile stilare un semplice vademecum comportamentale: non si vende mai sui ribassi, la storia dei mercati ci ha insegnato che tutte le grandi correzioni sono state un’occasione d’acquisto. Non si fa trading, i rendimenti si ottengono solo con investimenti in ottica di lungo termine. Non si compra ciò che non si conosce, l’ausilio dei professionisti è indispensabile. Non si può pretendere di comprare sui minimi e vendere sui massimi: è come vincere alla lotteria, questione di fortuna. Ultima ma non per importanza: diversificare. Solo così si potranno attutire le fasi di temporanea negatività e cogliere in pieno quelle di positività.


Ben Bernanke una volta svestiti i panni di governatore della FED a una conferenza dichiarò che le recessioni accadono principalmente per due motivi: per un eccessivo rialzo dei tassi di interesse, per un crack finanziario. In questo momento non è presente nessuno dei due fattori e con l’allerta delle autorità scattata per tempo avremo mercati sempre tendenti al rialzo, meno veloci ma sempre controllati. E grazie agli anticorpi che saranno attivati da tutte le banche centrali, l’attuale correzione potrebbe aprire una nuova via rialzista, ora finalmente sgombra da pericoli.

NOTA DI REDAZIONE : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Le informazioni riportate non devono essere intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.
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