Basiglio, 11 gennaio 2018

L'opinione di Mediolanum

2017

Dal 1997 ad oggi è andato in onda il 24 Dicembre per ben 12 volte e, per le restanti, nelle serate limitrofe. Stiamo parlando di Una poltrona per due, il film con Dan Aycroyd e Eddie Murphy diventato oramai a tutti gli effetti il film della Vigilia di Natale italiana.

Al di là della trama, che sappiamo essere una rivisitazione moderna del romanzo Il Principe e il povero di Mark Twain, in cui i due protagonisti appartenenti ai due estremi della scala sociale, per una scommessa ordita dai proprietari di una società di intermediazione finanziaria, la Duke&Duke, si ritrovano rispettivamente catapultati l’uno nei panni dell’altro subendo ripetuti colpi di scena sino a quando non trovano il modo, alleandosi, di vincere sugli speculatori.

Quello che colpisce oggi, nonostante i venti anni di programmazione, non è tanto l’immutato affetto del pubblico nei confronti della pellicola quanto il fatto che persino i maggiori quotidiani e i siti specializzati in materia finanziaria, le abbiano dedicato spazio e siano stati particolarmente attenti ad approfondire e analizzare tutti quegli aspetti della trama legati al mondo dei mercati finanziari con la spiegazione puntuale della terminologia tecnica.

La rinnovata attenzione nei confronti dell’arcinota commedia ha dunque superato il mero aspetto narrativo per diventare materiale didattico utile alla formazione finanziaria del pubblico italiano. In soldoni il film è diventato un mezzo per rendere il mondo della finanza e degli investimenti più semplice e comprensibile. A dimostrazione che finanza e investimenti non sono più aspetti estremamente periferici rispetto alla nostra quotidianità, come ai tempi in cui c’erano “le grida” ed erano per pochi addetti ai lavori, ma parte integrante della nostra vita, una materia che non possiamo più trascurare.

È innegabile che negli ultimi anni, complice anche e soprattutto la lunga crisi, i termini tecnici di mercato come Spread, mutui subprime, obbligazioni subordinate, criptovalute, derivati ecc, siano arrivati alle orecchie di molti se non ancora di tutti. Anche questa è cultura e giova al risparmiatore, quasi come un guadagno in conto capitale. Ma c’è ancora molto da fare in questa direzione dunque ben vengano gli approfondimenti anche se fatti tramite un film.

“Una poltrona per due”, per la cronaca, alla fine fa vincere i due giovani broker Winthorpe e Valentine, mentre porta i due anziani re del mercato, i fratelli Duke, alla catastrofe, alla chiusura di una società centenaria. Avevano puntato tutto su una scommessa che credevano sicura, sul succo d’arancia surgelato, un gesto che è costato loro la rovina. Anche per i più bravi, l’imprevisto è sempre in agguato. Ovviamente se avessero applicato i precetti della diversificazione, si sarebbero salvati.
 

Mercati

Azionario

Seul +25%. Un risultato eccezionale quello ottenuto dal Kospi nel 2017, nonostante la penisola coreana sia stata considerata per l’intero anno come il principale pericolo per l’intero pianeta viste le vicende legate alla minaccia nucleare di Kim Jong-un.

E le altre borse del mondo, come si sono comportate nel 2017? Wall Street ha concluso l’ennesimo anno con il segno positivo, ben distribuito in tutti i settori, il Dow Jones, il regno della “old economy” che molti davano come pronto all’estinzione, ha segnato un +25%, lo S&P500, l’indice più allargato e punto di riferimento mondiale, un +19%, mentre il Nasdaq ha regalato agli investitori un 28% di rialzo.

Più mite, ma tutt’altro che trascurabile, il comportamento delle borse europee, dove a inizio anno le previsioni generali paventavano nuovi rischi per l’Euro causati dal populismo crescente. Parigi, zona elettorale molto calda ha risposto con un +9%; Francoforte, anch’essa coinvolta dalla politica e dalle minacce anti Euro, ha risposto con un +12%; persino Madrid, scossa dalle vicende del referendum e dalle ipotesi separatiste della Catalogna è riuscita a strappare un più che dignitoso +7%; non ha sfigurato Milano, che grazie anche ai primi effetti dell’innovazione dei PIR e dell’industria 4.0 ha chiuso con un +13%, un risultato eccelso, ma niente a che vedere con quanto realizzato dalla (ex) cenerentola d’Europa, Atene, che con il suo +24% è risultata essere la migliore borsa d’Europa. La Grexit, fortunatamente, è ormai solo un lontano ricordo.

I risultati migliori dell’anno si trovano nelle borse emergenti: Hong Kong con un sensazionale +36%, San Paolo +27% e Tokyo +20%.

Ci troviamo in un’era di profonda, positiva trasformazione, per la società, per l’economia, per gli investimenti, poiché le “medicine” usate per curare la recessione economica e la tempestività con cui sono state usate hanno avuto gli effetti di una super vitamina rivitalizzante.

A tutto questo si aggiungano le caratteristiche dell’attuale ecosistema economico finanziario, con tassi bassissimi, liquidità abbondante, che vedono nello strumento azionario l’unico canale di sbocco per gli investimenti.

Le azioni e le borse sono state le regine indiscusse di questa stagione di rialzi ma non bisogna mai scordare che sono estremamente rischiose poiché soggette a volatilità elevata e a oscillazioni repentine, e devono essere approcciate con gli strumenti giusti che si basino su una precisa dose di diversificazione, e con il supporto di professionisti competenti.

Obbligazionario

“Rally dell’Euro sul boom della manifattura” scrive il Sole24Ore di inizio anno, un titolo entusiasmante che registra l’attuale vigore e l’esuberanza dell’economia europea. MF risponde in prima pagina con altrettanta vivacità: “l’Europa va e l’Euro vola”.

Sono titoli importanti, soprattutto in fasi come queste dove l’attenzione per il livellamento e il rialzo dei tassi è vissuto con fin troppa trepidazione e inquietudine.

Sentimenti esagerati poiché siamo su livelli di tassi d’interesse mai visti nella storia, mai visti con una durata così prolungata nel tempo, e perché un conto è vedere il livello dei tassi d’interesse salire a causa di elementi nocivi, come un’inflazione da costi, per esempio le fiammate del petrolio dovute a motivi bellici o a rischi geopolitici. Altra cosa è vedere l’inflazione salire per un’economia sana che corre e mostra i muscoli perché vuole spingere ed espandersi ancora.

Stesso discorso vale per l’Euro, in passato abbiamo visto la nostra moneta unica rafforzarsi inspiegabilmente, per esempio durante le crisi dell’Europa, altre volte perché le monete concorrenti esigevano una svalutazione competitiva. Ma quando la valuta si rivaluta rispecchiando la forza economica di chi rappresenta, questo è un segnale di piena salute espansiva.

Tutto ciò è un pericolo per chi possiede obbligazioni? L’anomalia di questa fase espansiva è la totale assenza dell’inflazione, la miccia che per sua natura rende inevitabile l’azionamento dello strumento dei tassi d’interesse.

Per il momento, il pianeta delle obbligazioni è al sicuro, e lo è da molto tempo, ma non potrà essere infinito, anche perché, con un ecosistema così florido, azionare la spinta dei tassi, sarà un atteggiamento tutt’altro che fisiologico e naturale che sancirà la definitiva uscita dalla grande crisi e spalancherà in cancelli di un nuovo mondo a sviluppo intensivo.


"Non c'è spina senza rosa"

La Costiera Amalfitana, il Mausoleo di Teodorico, Villa Adriana, Porto Venere, la Langa del Barolo, i trulli di Alberobello, le cattedrali di Cefalù, la Val d’Orcia, le Dolomiti, l’orto botanico di Padova, questi sono solo alcuni dei 53 siti italiani inseriti dall’Unesco nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

Cultura, arte, paesaggio, archeologia e ambiente, sono gli ambiti in cui l’Unesco, secondo determinati e precisi criteri, sceglie aree e luoghi che meritano di essere inseriti nella prestigiosa lista. L’Italia ha il privilegio di detenere un numero molto importante di luoghi dove la bellezza e l’arte sono un indiscutibile patrimonio tanto che, come sentiamo spesso dire, potremmo vivere di solo turismo.

“Lo sottoscrivo senza problemi, nessun luogo può essere paragonato alla ricchezza culturale, alla magnificenza artistica e alla generosità dell'Italia e degli italiani che, possiamo dirlo, hanno un peccato inverso: quello di non vantarsi mai abbastanza del loro patrimonio". Afferma Alberto Angela (1), che dal 4 Gennaio è tornato su Rai1 per accompagnare i telespettatori in un viaggio alla scoperta delle "Meraviglie" italiane. "Il nostro – sottolinea Angela - non solo è il patrimonio più ricco, ma è anche distribuito in ogni regione e abbraccia tutti i periodi storici”.

L’Italia tuttavia può contare anche su un altro indiscutibile patrimonio sino ad ora poco valorizzato anche se apprezzato in tutto il mondo: l’impresa. Se per il settore produttivo, imprenditoriale e commerciale esistesse un’organizzazione come l’Unesco, siamo certi che con il nostro Made in Italy occuperemmo parimenti posizioni apicali.

Fortunatamente oggi, con l’introduzione dei Piani Individuali di Risparmio – PIR - il legislatore ha individuato una soluzione al problema di scarsa valorizzazione del nostro patrimonio, soluzione che al tempo stesso fornisce un’alternativa a un sistema economico ancora troppo legato all’antico bancocentrismo.

Questa soluzione consente al risparmiatore italiano di contribuire allo sviluppo del patrimonio imprenditoriale del Paese rendendolo più forte.

(1)Fonte: Ansa
http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/tv/2018/01/02/alberto-angela-ecco-meraviglie-ditalia_e4ce8f45-083e-4c91-b627-49b66039a163.html

AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
NOTA DI REDAZIONE : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna.

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