Basiglio, 11 giugno 2020

L'opinione di Mediolanum

Senza precedenti

Le borse, dopo una correzione da eccessi causata da una crisi imprevedibile, grazie anche agli anticorpi delle Banche Centrali, offrono ora agli investitori occasioni straordinarie. Risposte senza precedenti a una situazione senza precedenti.

Una definizione su tutte rappresenta il momento storico che stiamo vivendo è “senza precedenti”. L’ha usata anche madame Lagarde per definire l’attuale crisi economica ma senza precedenti sono anche le misure di stimolo che tutte le banche centrali del mondo stanno adottando per fronteggiarla. Ma se questo non fosse sufficiente a capire l’eccezionalità del momento, basta osservare l’atteggiamento della BCE, anch’esso senza precedenti, una delle banche centrali considerate più attendiste (anche nel contrastare la grave crisi finanziaria del 2008), che sotto la guida della Lagarde, ha deciso di ignorare il giudizio critico della Corte Costituzionale di Karlsruhe adottando misure estremamente espansive: una dotazione di ulteriori 600 miliardi che si somma ai 750 miliardi già predisposti per un totale di 1350 miliardi, una liquidità che sarà totalmente rivolta all’acquisto di titoli di stato dell’area euro. Questo permetterà agli stati nazionali in crisi, di emettere debito per investire nella ripresa e pagare bassissimi interessi. La più volte criticata Lagarde per una gaffe male interpretata, per coraggio e decisionismo sta facendo molto di più del seppur generoso Mario Draghi.
La situazione attuale dei mercati è figlia degli eventi sanitari partiti da Wuhan verso la fine di gennaio e rimbalzati a livello planetario, che hanno messo in evidenza i difetti prima dell'economia cinese, epicentro dei fatti, ma anche della globalizzazione la quale, avendo fino a oggi puntato molto sull’aspetto della velocità, ha dovuto fare i conti con l’assenza di controllo. Più un mezzo è potente e veloce più ha bisogno di ottime gomme per non sbandare. E come abbiamo visto, alla prima sbandata, gli agenti di controllo si sono subito attivati. Sia a livello sanitario sia economico e finanziario.
Ma ritorniamo per un attimo all’origine dei fatti, quando si diffusero le notizie su un virus che credevamo confinato in una sola regione sconosciuta della grande Cina, la situazione economica era la seguente: dati economici in rallentamento fiaccati dalla lunga vicenda sui dazi a cui si aggiungevano la sfiducia delle grandi multinazionali che all’aumentare delle notizie allarmistiche, abbassarono le serrande delle loro sedi in oriente.
Subito dopo è iniziata una lunga fase dominata dall’aggiornamento costante dei bollettini sul numero di contagi e di vittime e tuttavia le borse di tutto il mondo continuavano a dimostrarsi immuni alla negatività continuando a correre senza sosta, come oramai facevano da mesi. Emblema la Borsa di Milano che toccava quota venticinque mila rivedendo i livelli del 2008.

Per controllare lo stato di salute dei mercati, gli analisti usano una varietà infinita di indicatori. La chiamano "analisi quantitativa". Attraverso questa analisi, per semplificare il più possibile, in quel momento si poteva notare che alle notizie critiche corrispondevano eccessiva velocità al rialzo e indifferenza delle borse. Una divergenza che in qualche modo doveva rientrare. Per tornare alla metafora automobilistica, essendo stata troppo veloce la salita, senza fisiologiche soste, è arrivata l’improvvisa sbandata. Come se un guidatore, in questo caso il mercato, pur trovando nella sua autostrada molti cartelli di avvertimento, invece che rilasciare l’acceleratore lo ha tenuto premuto. Per fare un esempio su tutti, a Milano, sui livelli elevati si celebrava la proposta di matrimonio tra due famose banche, operazioni che di solito si effettuano durante le fasi di effervescenza, che ha avuto una cassa di risonanza tale da far dimenticare, anche se per un attimo, le notizie provenienti dalla Cina.

Alle buone notizie però facevano da contraltare alcune spie di allarme, come il primo allarme utili di Apple, le difficoltà delle case automobilistiche e il rallentamento dell’economia tedesca che lambiva la recessione. La diffusione dei casi del coronavirus prima nei paesi confinanti con la Cina come Giappone e Corea, e poi negli USA, in Europa fino al caso Italia, ha fatto sì che i mercati si accorgessero di questa divergenza con la realtà e guardando in basso hanno iniziato a soffrire di vertigini. Il guidatore che prima era spavaldo, al primo accenno di ostacoli sul percorso ha perso il controllo del mezzo.
Nessuna tragedia. I mercati oggi, come le auto, sono ben forniti di sistemi di sicurezza pronti ad attivarsi nei momenti di pericolo. Si è chiuso solo un capitolo di questo grande rialzo.
La prima mossa dimostrativa è stata quella della Banca Centrale Cinese, che una volta scoppiato l'incendio ha profuso fiumi di liquidità prima tamponando e poi, grazie anche a stimoli fiscali governativi, tentando di ritornare alla normalità della crescita. Su quest’onda di fiducia la borsa di Shanghai ha subito avuto una reazione positiva.

Peggiorate le cose con le borse rientrate su livelli più ragionevoli, anzi come spesso accade esagerando nel pessimismo, anche la BCE e la FED hanno fatto la loro parte, immediatamente e con misure senza precedenti, questo perché le Banche Centrali sono come gli anticorpi per il sistema finanziario, appena la malattia si palesa, puntualmente si attivano.
Una prova sulla capacità di reazione in caso di eventi negativi, l’avevamo dal discorso di Ben Bernanke di inizio anno all’American Economic Association Annual Meeting a San Diego quando ancora prima dell’emergenza Coronavirus ha dichiarato che: “la Federal Reserve dovrebbe considerare i tassi di interesse negativi come una potenziale arma a disposizione per combattere le future recessioni economiche”. In sintesi l’ex governatore diceva che un’eventuale crisi avrebbe dovuto essere combattuta con le stesse misure del 2007/2008, cioè continuando con quantitative easing ben comunicato, anche a scopo preventivo.
Secondo i calcoli di Bernanke la combinazione tra strategia comunicativa e politica monetaria non convenzionale potrebbe portare all’economia americana un effetto simile a quello che si può ottenere con un taglio dei tassi del 3%. Cioè a dire la velocità ma con il controllo. Ed è quello che è successo sotto la guida di Powell (Fed) quando all’annuncio dei vari tagli dei tassi aggiunse la comunicazione verbale degli acquisti illimitati di titoli di stato americani, titoli legati ai mutui e per la prima volta nei 106 anni storia, a offrire sostegno diretto ad aziende, famiglie e municipalità.
In questi otto anni abbiamo visto che tutte le volte che c’è stata la possibilità di alzare i tassi di interesse è sempre accaduto qualcosa che riportasse a più miti consigli permettendo ai mercati di crescere a velocità moderata tra la minaccia degli aumenti e le promesse dei tagli. La grande strategia delle banche centrali sembra essere quella di prendere tempo per digerire definitivamente la grave crisi finanziaria del 2008, somministrando vitamine per incentivare la crescita e anticorpi per sconfiggere le crisi passeggere, riportando il paziente dopo una lunga degenza in piena attività autonoma.

Come hanno insegnato le precedenti crisi nelle situazioni di pericolo la scelta più sensata non è mai quella di scappare seguendo il panico generale, bensì quella di rimanere per cogliere con un’oculata strategia di diversificazione quelle occasioni che il mercato offre. Soprattutto in momenti come questi in cui ai grandi interventi di stimolo monetario si somma una fase di grande trasformazione industriale. Siamo al cospetto di uno di quei momenti straordinari che i grandi investitori sognano tutta la vita.
NOTA DI REDAZIONE : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Le informazioni riportate non devono essere intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.
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