Guida alle parole chiave delle polizze assicurative



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Noi italiani tendiamo ad assicurarci poco, forse perché non conosciamo bene lo strumento assicurativo e tutto ciò che gli ruota attorno. Proviamo quindi a colmare questo gap con un breve glossario delle parole chiave.


Non si pensa mai che possa servirci un ombrello. Soprattutto se fuori splende il sole. Ma non appena scoppia un temporale, rimpiangiamo di non averlo comprato, a protezione dall’acqua e dal rischio di buscarci un raffreddore. La metafora è contenuta nel quaderno didattico dell’IVASS “Le assicurazioni. Conoscere e orientarsi” , destinato ai ragazzi delle scuole per spiegare loro cos’è e come funziona una polizza assicurativa. Lo citiamo volentieri, dal momento che, in realtà, non è che gli adulti ne sappiamo più dei ragazzi. Anzi: noi italiani tendiamo ad assicurarci poco, preferendo far affidamento sui risparmi per la gestione degli imprevisti. Forse perché non conosciamo granché lo strumento assicurativo e tutto ciò che gli ruota attorno. Proviamo a colmare questo gap con un breve glossario delle parole chiave.


Introduzione al mondo assicurativo
Cominciamo dicendo che l’assicurazione è un contratto tra due parti, di cui una, l’assicurato, impegnandosi al pagamento di una certa somma di denaro, detta “premio”, trasferisce il rischio dovuto/legato ad un evento futuro e incerto all’altra parte, la compagnia assicurativa, che per contro si impegna a risarcire o indennizzare l’eventuale danno provocato dal verificarsi del rischio assicurato indicato nel contratto, o a corrispondere un capitale o una rendita al verificarsi di un determinato evento. Da ciò deriva la distinzione tra assicurazione danni e assicurazione vita.

• Assicurazione danni

Contratto in virtù del quale la compagnia assicurativa incassa i premi impegnandosi a risarcire il danno o indennizzare l’assicurato al verificarsi di rischi che attengano:
- ai beni materiali; alla responsabilità civile;
- alla persona (danni da infortunio o malattia).

• Assicurazione vita

Contratto tramite cui la compagnia assicurativa incassa i premi impegnandosi a versare un capitale o una rendita a una certa data futura o al verificarsi di una determinata circostanza attinente alla vita umana (sopravvivenza o premorienza).


Come accennato, chi sottoscrive un contratto di assicurazione si chiama “assicurato”: versando i premi concordati, può godere della copertura pattuita per i rischi assicurati. Abbiamo parlato di compagnia assicurativa, ma potrebbe capitarvi di sentirla menzionare – o definirsi – come “impresa di assicurazione” o “compagnia di assicurazione”: sono tutti sinonimi.


L’ABC del calcolo delle probabilità
Quindi, oggetto del contratto assicurativo non sono eventi già avvenuti, ma eventi che potrebbero verificarsi con conseguenze dannose, secondo vari gradi di probabilità. Ma cosa significa “probabile”? Attingiamo dal vocabolario Treccani : è probabile un “fatto o avvenimento che, in base a seri motivi, si è propensi a credere che accada”. In base alle statistiche e altri dati fattuali, si può inoltre fare una valutazione su quanto è probabile che un determinato evento accada.
Sequenziale alla probabilità è il rischio, ovvero la possibilità di subire o provocare involontariamente un danno.

• Trasferimento del rischio
Con l’assicurazione, il rischio viene trasferito alla compagnia, che accetta di farsi carico della probabilità che un certo evento si verifichi (e, soprattutto, delle eventuali conseguenze dannose che comporta).

• Sinistro
In ambito assicurativo, il verificarsi degli eventi avversi è chiamato anche “sinistro”.

• Garanzia
L’impegno dell’impresa, assunto contrattualmente, di far fronte alle conseguenze del sinistro al posto dell’assicurato è anche noto come “garanzia”.


Premi, riserve e risarcimenti
Abbiamo già citato la polizza, che nelle conversazioni informali viene menzionata come sinonimo di “assicurazione”. C’è una differenza? Possiamo dire che mentre l’assicurazione è il tipo di rapporto che si instaura tra un assicurato e la sua compagnia, con sottostante lo scambio “premio vs. protezione”, la polizza, o documento di polizza, è il documento che prova l’esistenza di questo accordo. I dettagli su diritti e doveri delle due controparti sono contenuti nel contratto, con tutte le varie informazioni economiche. Innanzitutto, il premio, vale a dire l’importo che l’assicurato deve versare alla compagnia assicurativa a fronte dell’impegno della stessa a corrisponderci in futuro, alle condizioni convenute, un risarcimento, un capitale o una rendita. I premi pagati dagli assicurati confluiscono nelle riserve, cui poi l’impresa attingerà per soddisfare l’assicurato e/o i suoi beneficiari.

La compagnia assicurativa raccoglie da 10 assicurati contro il rischio di furto in casa 10 euro di premio l’uno, per un totale di 100 euro. Questa somma confluisce in una riserva, che consentirà all’impresa di onorare gli impegni assunti
È molto improbabile che a tutti i 10 assicurati capiterà di subire un furto in casa. Decisamente più probabile, invece, che solo 2 di loro si trovino concretamente alle prese con le conseguenze dell’evento avverso
Poniamo che l’entità del danno equivalga a 25 euro nel primo caso e a 30 euro nel secondo: la compagnia assicurativa si troverà a pagare 55 euro in totale, che preleverà dalla sua riserva
Nella riserva resteranno comunque 45 euro (100 meno 55), che consentiranno all’impresa di continuare a far fronte ai suoi impegni


Massimale, esclusioni e franchigia
Chiudiamo infine con le ultime tre parole chiave del mondo assicurativo. Quando si parla di massimale, si fa riferimento all’importo massimo, indicato nella polizza, che l’impresa si impegna a pagare per il sinistro ed è proporzionato al premio corrisposto dall’assicurato. Un contratto assicurativo prevede uno specifico perimetro di copertura, sia in termini di aree di copertura (e di conseguenza di scopertura) ma anche di eventuale esborso finanziario.
Le esclusioni sono delle specifiche limitazioni alla copertura assicurativa prestata dalla Compagnia, in poche parole eventi e/o situazioni per i quali non è prevista una copertura assicurativa e che sono ben elencati nelle apposite clausole contrattuali mentre la franchigia rappresenta quell’importo minimo di ogni danno che comunque resta a carico dell’assicurato. Un esempio? Se riportiamo un danno che ammonta a 1000 euro, con franchigia di 300 euro l’esborso della Compagnia sarà pari alla differenza e quindi a 700 euro.

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1) http://www.educazioneassicurativa.it/wp-content/uploads/QuadernoElementare_2017.pdf
2) http://www.treccani.it/vocabolario/probabile/