Salute al primo posto: ma la difendiamo come si deve?



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Gli italiani ritengono più elevate le probabilità di subire un furto o una rapina in casa, rispetto a quelle di sviluppare l’Alzheimer dopo i 65 anni o di subire un infortunio sul lavoro. Con conseguenze non di poco conto.

La salute, lo sappiamo, è in assoluto il nostro bene più prezioso. Ma lo difendiamo a dovere? O tendiamo a sottovalutare gli imprevisti che potrebbero metterlo in pericolo? Secondo uno studio condotto dal centro Einaudi nel 20181, gli italiani fanno eccessivo affidamento sulla loro fortuna, sottovalutano i rischi reali e sopravvalutano quelli meno probabili. Un esempio? Gli italiani ritengono più elevate le probabilità di subire un furto o una rapina in casa, rispetto a quelle di sviluppare l’Alzheimer dopo i 65 anni o al rischio di subire un infortunio sul lavoro. Ma sono davvero eventi così remoti come si pensa? Sfortunatamente no. Si tende a sopravvalutare le probabilità di una rapina in casa (+54% il saldo tra la percentuale di valutazioni sopra quella corretta e la percentuale di valutazioni inferiori a quella corretta) e la probabilità di un furto in casa (saldo pari al +8%)
Al contrario, si sottostima il rischio di:
• sviluppare la malattia di Alzheimer dopo i 65 anni (saldo pari al -9%)
• essere coinvolti in un incidente stradale grave, con feriti (saldo pari al -10%)
• subire un infortunio sul lavoro (saldo pari al -20%)
• diventare completamente inabili dopo i 75 anni (saldo pari al -24%)2




Gli infortuni sul lavoro sono in aumento
In Italia vengono spesi più soldi al gioco d’azzardo che nelle polizze assicurative, ovvero si spendono 100 miliardi per il gioco d’azzardo mentre alle polizze contro i rischi gravi vanno solo 4,8 miliardi all’anno. Della serie “giocare con il fuoco”. Basti pensare che solo nel 2018 gli infortuni sul lavoro sono aumentati del 10%. Nel 2017 sono pervenute all’INAIL oltre 641.000 denunce di infortunio sul lavoro, di cui più di 1.112 hanno avuto conseguenze mortali. A ciò si aggiungono circa 4,5 milioni di incidenti che, ogni anno, avvengono tra le mura domestiche e coinvolgono soprattutto donne, anziani e bambini3.
Quanti di questi erano assicurati contro gli infortuni? Una minima parte, considerando che secondo Banca d’Italia solo il 3,3 % degli italiani ha attiva almeno una polizza a copertura di rischi da malattia o infortuni. Un infortunio può però avere conseguenze sul lavoro, sul reddito e sui progetti che ne possono derivare, mettendo in pericolo la stabilità economica del proprio nucleo familiare. E il welfare aziendale?



Il welfare aziendale è limitato
Oltre al servizio offerto dal sistema SSN, per coloro che hanno un lavoro a tempo indeterminato c’è la possibilità di avvalersi di una copertura sanitaria integrativa per affrontare alcune spese mediche. Purtroppo, però, non tutti possono avvalersi di questa opportunità. Il welfare aziendale ha ancora oggi un tasso di diffusione molto limitato. Cure dentistiche, esami specialistici, cure fisioterapiche e interventi chirurgici: sono queste le spese che le famiglie italiane si trovano ad affrontare maggiormente senza avere nessuna copertura finanziaria pubblica. Il 71,5% degli italiani dichiara che avrebbe bisogno di prestazioni sanitarie (esami diagnostici e visite specialistiche)4. Spese che possono incidere in maniera anche considerevole su un bilancio familiare.



E i lavoratori freelance?
Per i professionisti freelance il gioco si fa ancora più duro. Chi lavora a partita IVA non ha la certezza dello stipendio a fine mese e neanche un’eventuale copertura sanitaria aziendale in caso di eventuali incidenti. Ma in caso di uno stop prolungato della propria attività si rischia di mettere in serio pericolo il futuro patrimoniale dell’intera famiglia. In Italia ci sono 3,6 milioni di lavoratori autonomi.



Il 61%, tra gli esercenti e artigiani, ha paura delle conseguenze di un infortunio sul lavoro, ma solo il 4% si assicura per inattività forzata. Indubbiamente un bel divario. Nel 2018, il 15,5% degli italiani si è rivolto ai servizi sanitari privati, ma solo il 2,8% l’ha fatto grazie/per il tramite di a un’assicurazione o a una copertura mutualistica (OCSE). Per i lavoratori autonomi, e quindi non assicurati dall’INAIL come i dipendenti, una polizza infortunio e malattia risulta quindi fondamentale per fronteggiare il mancato guadagno legato all’impossibilità di svolgere il proprio lavoro . Affrontare il futuro come una scommessa non è una strategia accettabile. Una vita protetta dai rischi può aiutare a ridurre lo stress e aumentare la serenità, a beneficio di tutti.


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1) Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, Einaudi 2018 su dati Istat 2018
2) Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, Einaudi 2018 su dati Istat 2018
3) Dati Infortuni sul lavoro INAIL 2017
4) Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, Einaudi 2018 su dati Istat