La casa è uno dei beni più preziosi: come proteggerlo?



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Solo il 2% della popolazione italiana possiede una polizza sulla casa a protezione dalle catastrofi naturali: scopriamo perché è fondamentale non trascurare una polizza che tutela la casa.


Quanto è sicura la tua casa? E non stiamo parlando solo di sicurezza rispetto a eventuali intromissioni di malintenzionati a vario titolo. Come sottolineava tempo fa l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) nella presentazione intitolata “Cosa fanno le assicurazioni per prevenire i rischi e proteggere i cittadini?” a cura del presidente Maria Bianca Farina, i fenomeni climatici stanno aumentando per frequenza e intensità.
Come farvi fronte? Innanzitutto, con adeguati interventi di prevenzione a tutti i livelli, pubblico e privato. Diventa invece sempre più decisiva la spesa privata, che può fare la differenza solo se basata su un’adeguata conoscenza, da parte di ognuno, dei prodotti protezione.

Un Paese esposto alle catastrofi naturali
Le catastrofi naturali sono un problema globale dall’alto impatto economico e sociale. Nei 20 anni tra il 1996 e il 2016, l’Italia è stato uno dei Paesi più colpiti, tanto a livello sociale quanto in termini di danni economici e di impatto sui conti dello Stato. Basti pensare che sei dei 10 più costosi terremoti che sono avvenuti in Europa tra il 1970 e il 2016 si sono verificati in Italia. 



Secondo l’ANIA, il cumulato dei danni economici causati da catastrofi naturali in Italia dal 1996 al 2016 si attesta a circa 58 miliardi di dollari: l’eco dei finanziamenti per la ricostruzione post sisma, avviata dopo le devastanti scosse di oltre 30 anni, rappresenta ancora oggi una voce di costo nel bilancio dello Stato. Non solo passato, ma anche futuro. Dal suo osservatorio, l’ANIA rileva che il 78% delle nostre case è esposto a un rischio sismico e idrogeologico che va da medio-alto ad alto. In genere non ci si pensa finché l’evento avverso non si verifica. Ma questi sono i numeri, così come sono realtà i tempi di rimborso e/o di consegna di alloggi provvisori, che restano lunghi.



Un rischio troppo sottovalutato
Il problema – come segnalava nel giugno 2017 il sondaggio GfK Eurisko “Apertura delle famiglie Italiane verso una polizza casa a copertura dei danni da catastrofi naturali” – è che in Italia il 63% delle famiglie crede di non essere a rischio catastrofi mentre il 46% è convinto che lo Stato abbia l’obbligo di rimborso. Percentuale, quest’ultima, che sale al 54% fra quanti ritengono di vivere in zone ad alto rischio di catastrofi.
Tuttavia, a determinate condizioni, le famiglie intervistate hanno dichiarato di essere propense a sottoscrivere una polizza per i rischi catastrofali. Quali condizioni? Un costo dell’assicurazione contenuto, la garanzia di risarcimenti certi e immediati, la corresponsione del valore di ricostruzione della casa e la valutazione e liquidazione del danno effettuate da un esperto e in tempi brevi. 



Questo secondo l’indagine GfK Eurisko diffusa nel giugno 2017. Com’è oggi la situazione? Non molto diversa: secondo i dati ANIA 2018, solamente il 2% della popolazione italiana possiede una polizza sulla casa per catastrofi naturali. Come dire: ci sono ampi margini di miglioramento.

Come funziona una polizza assicurativa sulla casa?
Eppure, per gli italiani la casa è il bene materiale più importante: secondo l’ISTAT, nel 2018 poco più del 70% delle famiglie residenti – quasi 19 milioni – viveva in una casa di proprietà. Come segnala l’ANIA nella sua guida “L’assicurazione casa e famiglia” , i rischi che incombono sull’abitazione riguardano sostanzialmente il guasto agli impianti, l’incendio, il furto, gli eventi atmosferici, climatici e naturali in generale, la responsabilità civile derivante dalla proprietà della casa e dal suo utilizzo e le cause legali per questioni inerenti alla dimora. Le polizze assicurative per la casa e la famiglia servono proprio a proteggersi da tali accadimenti, che possono procurarci un danno a noi e/o metterci nelle condizioni di dover risarcire il danno involontariamente procurato ad altri. Servono a tutelare l’assicurato, insomma, e su due livelli: ottenere un risarcimento per i danni all’abitazione e salvaguardare l’integrità economica del nucleo familiare da legittime pretese risarcitorie in caso di danno cagionato involontariamente ad una terza persona o ai suoi beni.

Non dimentichiamoci i nostri amici animali
Nucleo familiare del quale, come ci rivela il Rapporto Eurispes 2018, in circa tre casi su 10 fa parte anche un animale domestico. Secondo il Rapporto, infatti, il 32,4% degli italiani ha accolto in casa un amico a quattro zampe: nella maggior parte dei casi (63,3%) è un cane, ma anche nella nostra Penisola non mancano gli amanti dei gatti. E non si lesina per accudirli, tra cibo, igiene, vaccini e spese veterinarie in generale: il 57,7% di chi possiede un animale domestico spende al mese meno di 50 euro mentre rispetto al 2017 è aumentato il numero di chi destina a queste voci dai 51 ai 100 euro al mese: nel 2018 è il 31,4% del totale, a fronte del 15,4% nel 2017. Volendo, all’assicurazione sulla casa si può affiancare un’assicurazione per i nostri animali, generalmente utile a tutelare i proprietari dai danni che gli animali possono causare a terzi. Basta informarsi. E non sottovalutare mai l’aiuto che può darci una polizza, qualunque nostro bene – materiale o affettivo – vada a proteggere.


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1) http://www.forumaniaconsumatori.it/images/pdf/guida_casa_1117.pdf